ROOTS MAGIC

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Alberto Popolla

clarinet & bass clarinet



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Errico De Fabritiis

alto & baritone saxophone



Somewhere between Deep Blues and Creative Jazz

The Roots Magic core concept is about reworking tunes from the Deep Blues repertoire of the late Twenties/early Thirties, Charley Patton, Blind Willie Johnson, Skip James  Geeshie Wiley...  alongside with chosen compositions by Creative Jazz luminaries such as Julius Hemphill, John Carter, Marion Brown, Olu Dara, Phil Cohran, Sun Ra, Roscoe Mitchell, Henry Threadgill, Pee Wee Russell, Ornette Coleman      

A work of love and respect for these people and for some of the musics we grew up with

Roots Magic was born in Rome in 2013.  Both their first two albums Hoodoo Blues & Roots Magic (2015) and Last Kind Words (2017) were released by Clean Feed Records and were voted among the best Jazz albums of the year by:  MusicaJazz Top Poll / Rai Radio3 / The Big City Blog  / New York City Jazz Record / Observador-Lisboa / Bill Shoemaker - Point of Departure / Stereogum / il Giornale della musica / Burning Ambulance / UK Jazz Radio / Controradio (I) and others

In 2015, 2016, 2017 and 2018  Roots Magic was voted among the best 10 Italian bands in the MusicaJazz Top Poll.

Roots Magic appeared at festivals and clubs such as Konfrontationen (Nickelsdorf - Austria) Jazz Cerkno (Slovenia) Juke Joint Festival (Clarksdale MS - USA) Ai confini tra Sardegna e Jazz (St.Anna Arresi) Seixal Jazz (Portugal) Jazz & Wine of Peace (Cormons) Jazztopad (Wroklav - Poland) Elastic Arts (Chicago) Il Torrione Jazz Club (Ferrara) and many others

Italian quartet Roots Magic illuminate the links between rustic blues and earthy free jazz   Peter Margasak


La musica suonata da Roots Magic attinge a due estremi della tradizione musicale Afro-Americana.  Dal Blues profondo e ancestrale di Charlie Patton, Skip James e Blind Willie Johnson verso il “Jazz Creativo” degli anni Sessanta e Settanta. Da Charles Tyler e Marion Brown, fino a John Carter, Julius Hemphill e Roscoe Mitchell. Un repertorio calibrato intorno all’idea di reinvenzione della radice Blues fra tradizione e innovazione.
I Roots Magic si sono esibiti in festival e rassegne in Europa e Stati Uniti. Fra questi: Elastic Arts (Chicago) Juke Joint Festival (Clarksdale, Mississippi) Konfrontationen (Nickelsdorf Austria) Jazz Cerkno (Slovenia) Jazz im Goethe Garten (Lisbona) Jazztopad (Wroklaw) Jazz & Wine of Peace (Cormons) Ai confini fra Sardegna e Jazz (St.Anna Arresi) Seixal Jazz (Portogallo) Casa del Jazz (Roma)…
Roots Magic è stato votato tra i dieci migliori gruppi Italiani nel referendum Top Jazz 2015, 2016, 2017 e 2018 del mensile Musica Jazz. “Last Kind Words” il secondo album del gruppo è stato votato fra i migliori album del 2017 da Rai Radio 3, Musica Jazz (I) Bill Shoemaker-Point of Departure (USA) New York City Jazz Record (USA) Il Giornale della Musica (I) Big City Blog (USA) Stereogum (USA) UK Jazz Radio…
…due eccellenti album su Clean Feed che esplorano le profonde connessioni fra il Blues del Delta  e la musica di compositori Afro-Americani come Sun Ra, Marion Brown, Henry Threadgill…  Peter Margasak – Downbeat
Il repertorio dei Roots Magic parte dal blues delle origini – quello più libero e meno codificato – e attraversa la storia della musica afroamericana, trovando legami non scontati con l’avanguardia degli anni ’60 e ’70,  È musica sanguigna, terrestre, di sofferenza e di gioia, palpitante di emozioni e di continue trasfigurazioni.  Pino Saulo – Rai Radio 3
Hoodoo blues & Roots Magic è un disco che trova il blues nella musica di Julius Hemphill, John Carter e Sun Ra, Cogliendone la dimensione del racconto, del rito e della danza, rintracciando in un repertorio jazzistico la voce più tipica del blues, che si nutre di ambivalenze e ambiguità, in bilico tra lacerazione, saggezza e ironia.  Antonia Tessitore – Internazionale
Roots Magic, la forza antica delle radici. Il quartetto impone nella sua vivida e scabra forza espressiva un repertorio spesso rimosso… non sarà facile liberarsi del Blues nel XXI secolo. Luigi Onori – Il Manifesto